Granita al Mistrà

Granita all'anice_verde_castignano

Questa granita la penso da più due anni. E’ legata ad una giornata triste, scura, difficile che si è conclusa con un regalo inaspettato da parte di una coppia di amici. Senza saperlo hanno saputo risollevarmi un po’ l’umore con una proposta inattesa e speciale: “Stasera andiamo a cena a Senigallia, Madonnina del Pescatore!”.

Volevo conoscere la cucina di Moreno Cedroni da un bel po’ e quella serata di gennaio è stata l’occasione giusta, una cena speciale che mi ha riportato il sorriso, divertente anche per quello che ci trovavamo nel piatto. Non sto qui a raccontare cosa abbiamo mangiato, non ricordo tutto precisamente, ma alla fine della cena è arrivata una piccola granita all’anice che nella sua semplicità e forse proprio per questo, mi era davvero piaciuta. La confidenza che si era creata con il maître  durante la serata mi ha permesso di chiedergli ingredienti e dosi di questa preparazione. Dopo qualche minuto mi ha portato un foglietto con sopra scritte le proporzioni e poi… poi c’è voluto del tempo per mettere in pratica la dritta e soprattutto c’è voluto il prodotto giusto.

Liquore anice verde Castignano

Il tour nel territorio piceno mi ha lasciato oltre a tanti ricordi e nuove amicizie, anche dei prodotti dei quali difficilmente potrò fare a meno: l’anice verde di Castignano è uno di questi. Sarà che il gusto dell’anice mi è sempre piaciuto, sarà che l’anisetta è entrata a far parte del mobile bar di casa dal momento preciso in cui ci abbiamo messo piede ufficialmente (credo sia stato uno dei primi liquori che abbiamo ricevuto in regalo)  ma senza il sapore dell’anice la vita è più triste per me.

Da Eating Piceno oltre ai sacchetti con i semi di anice (con cui ho fatto questi) mi sono portata a casa anche un paio di bottigliette di Mistrà, un distillato a base di vino e anice verde dal gusto piuttosto secco e al quale in fase di distillazione viene aggiunta qualche mela e del miele per addolcirlo (queste informazioni le ho ricevute da Sergio Corradetti, che porta avanti con entusiasmo il progetto per la valorizzazione dell’anice verde di Castignano). Ho conservato il mio liquore religiosamente, proprio pensando a questa granita.

Così a titolo informativo vi dico che noi l’abbiamo finita usandola come accompagnamento al caffè, per smorzarne il calore e aromatizzarlo… insomma un caffè corretto e un caffè in ghiaccio tutto insieme. Un’ultima cosa: per fare la granita non serve avere la gelatiera, la gradazione alcolica non gli permetterà mai di diventare un blocco di ghiaccio… Naturalmente visto che il  mistrà si aggira intorno al 40% di gradazione alcolica la granita in questione non è adatta ai bambini :)

Granita all’anice verde

  • 50 ml di Mistrà (liquore all’anice verde)
  • 170 ml di acqua
  • 35 g di zucchero semolato

Sciogliere nell’acqua lo zucchero – in estate è facile anche a temperatura ambiente ma se decidete di rifare questa ricetta in pieno inverno meglio scaldare l’acqua per scioglierlo completamente. In questo caso aspettare che l’acqua si raffreddi prima di proseguire. Aggiungere il liquore mescolare e mettere il liquido in una ciotola di acciaio o di vetro (io di vetro) direttamente nel congelatore. Attendere 8/9 ore poi con un cucchiaio mescolare il composto che si sarà indurito ma non completamente. Facoltativo: servire con una spolverate di semi di anice.

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18 thoughts on “Granita al Mistrà”

  1. Devo proprio provarlo questo anice verde… la granita è stupenda e sarà l’emblema delle ‘difficoltà e tristezze superate’ :) Ti abbraccio, complimenti e un dolce fine settimana <3 <3

  2. Che bella storia. Mi piace quando una ricetta è “combattuta”, quando si porta sulle sue spalle giorni di ricerche e pensieri. Anch’io amante dell’anice, mi incuriosisce moltissimo :)

  3. *_* posso invidiarti per la cena da Moreno Cedroni? La Madonnina del Pescatore è il primo ristorante stellato in cui vorrei andare! Meraviglia!!
    Stupenda la granita! Mi hai fatto venire voglia di provarla! :)
    Un bacione

  4. Vedo che siamo in molti ad avere nostalgia dei profumi e dei sapori di “una volta”.
    Non dobbiamo fare molto per riscoprire le tradizioni e gli usi delle generazioni che ci hanno preceduto (dei nostri genitori o dei nonni) ……… dobbiamo solo essere attenti a quelle cose che, pur apparendo piccole ed inutili, hanno rappresentato l’essenza di secoli di storia per gli uomini.

    Complimenti Marina!

    Non ti farò mai mancare l’Anice Verde di Castignano ……

  5. Non so perchè, ma questa granita al Mistrà mi evoca atmosefere ottocentesche e “gattopardiane”.
    E ti dirò che io ci metterei sopra dei grani di caffè pestati grossolanamente. Che ne dici? :)
    ciao Leo

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