Quadretti in brodo con le poveracce

Quadretti in brodo con le vongole

A Rimini le vongole si chiamano così: poveracce. Ne avevo già parlato qualche anno fa in un post dedicato ai pici con le vongole ma ci torno volentieri per parlarvi di questi quadretti in brodo.
Le vongole erano, fino a qualche decennio fa, i molluschi dei poveri. Venivano raccolte dalle moglie dei pescatori (e non solo) lungo la spiaggia, nei momenti di bassa marea, diventando così il pasto per la famiglia. In altre occasioni si potevano anche vendere in una sorta di porta a porta che dal mare si incuneava verso l’entroterra raggiungendo quei contadini che difficilmente potevano spostarsi a Rimini per andare a fare spesa al mercato del pesce.
In centro storico piazzetta San Gregorio è ancora chiamata “delle poveracce” dai riminesi, proprio in ricordo del piccolo mercato che vi si teneva, lontano quel tanto che bastava dal Mercato vero e proprio perché, come già detto, le poveracce erano cibo di scarso valore.

Secondo altri le poveracce devono il loro soprannome ad un termine latino che indicava il pepe, collegandosi alla colorazione richiamata nelle screziature dei gusci. Sono una donna romantica e legata alle tradizioni e credo con più facilità alla prima versione della storia. Mi perdonerete…

Dopo questa piccola premessa, assolutamente non esaustiva, passiamo alla ricetta.
Avevo dei quadretti avanzati dai un servizio fotografico, acquistati al supermercato e di buona qualità, non mi andava di buttarli o lasciarli in dispensa a lungo così mi sono ricordata di questa ricetta veloce e facile letta nel libro di Pozzetto “Le minestre romagnole” edito da Panozzo. Giusto il tempo di passare in pescheria e martedì sera la nostra cena è cominciata con questa minestra saporita.

Nello svolgimento della ricetta vi racconto di un piccolo trucco che mi ha insegnato mia mamma per liberare le vongole dall’eventuale sabbia che si portano dietro anche una volta sgusciate. Vi lascio alla lettura e naturalmente se deciderete di provare a rifarla fatemi sapere :)

Quadretti in brodo con le poveracce

240 g di quadretti di pasta all’uovo
1 kg di vongole
1 spicchio d’aglio
Prezzemolo
mezza cipolla
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
olio extra vergine d’oliva

In un tegame versate le vongole e chiudete con il coperchio. Non appena saranno tutte aperte spegnete la fiamma.
Sgusciate le vongole, raccogliete il succo e rimettete le vongole sgusciate nel succo. Mescolatele un po’, in questo modo si libereranno della eventuale sabbia residua, una specie di bagnetto. Scolatele, continuando a tenere il liquido da parte che filtrete con una garza o del cotone idrofilo.

Portate a bollore 700 ml di acqua. In un altro tegame fate soffriggere nell’olio un trito di cipolla, prezzemolo e aglio, aggiungete il concentrato di pomodoro e poi le vongole con il loro succo filtrato. Date un paio di giro con un cucchiaio e poi unite l’acqua bollente. Quando tornerà a bollire l’acqua aggiungete i quadretti e portate a cottura.
Servite nelle fondine con un giro d’olio e del prezzemolo tritato.

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1 thought on “Quadretti in brodo con le poveracce”

  1. Io ancora devo fare il risotto, ma ieri non ho resistito dal provare a fare il tuo ultimo cake, quello con avena, nocciole e cioccolato, che roba sublime è!! Madonna mia! Io devo calibrare di più il cioccolato all’interno, perché avendo tagliato il tocco grande, mi son venuti tanti pezzettini e quindi la parte finita sopra ha coperto troppo rispetto al tuo.. però è buonissimo…
    Ieri sera invece io ho fatto una vellutata di finocchi con le vongole, presa da ”Ci piace cucinare”, dove la Gabi aveva fatto un sevizio sui finocchi e, siccome il giovedì a Mercatale sale la signora col pesce fresco di Pesaro ho preso le vongole e ho fatto sta ricettina qui.. (eravamo solo io e madre <3 )..

    Ovviamente farò anche questa, anche perché io amo i quadrucci in brodo, mi piacciono un casino… ecco.. quindi..
    Ah! pure io son romantica, e perciò mi fido della tua prima ricostruzione … e ovviamente grazie perché ci fai sempre conoscere un sacco di cose….
    Ti abbraccio forte..
    Manù.

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