Pesche romagnole con crema

Pesche dolci romagnole

Pesche romagnole con crema

Le pesche dolci romagnole sono un dolce di famiglia. Con questa ricetta vorrei prima di tutto festeggiare questo spazio web che giovedì scorso ha compiuto 9 anni, proprio come se fosse un pezzo della mia famiglia, per festeggiare La tarte maison ho scelto spesso ricette della tradizione romagnola e anche questa volta ho voluto rispettare la mia piccola tradizione. Mi sono affidata alla zia Anna, quella del crème caramel, lei che è il pilastro della tradizione romagnola, solo lei poteva dirmi come fare per prepararle a dovere e ricreare quel sapore noto solo a chi vive da queste parti.

Va fatta una precisazione: esistono le pesche di pasticceria e quelle da forno. Queste rientrano nella seconda categoria, mentre alla prima appartengono quelle che hanno il guscio di pasta lievitata, soffice e spugnoso, che sono conosciute nel mondo dei dolci come Pesche di Prato.
Il guscio delle pesche della zia Anna è preparato invece con la ricetta della ciambella romagnola, leggermente più duro per poter essere lavorato con le mani.

Però il motivo reale per cui ho preparato le pesche dolci è stata una cena organizzata sabato sera. Come sempre, prima ancora di decidere il menù, avevo scelto quale dolce preparare, queste piccole pesche che volevo provare da tanto tempo ma che non mi ero mai decisa a fare. Sono piaciute agli amici ospiti e sono piaciute agli amici che mi seguono su instagram. Ho trascorso la mattina di ieri ha rispondere o commentare con alcune persone questa delizia rustica e allo stesso tempo elegante. E siccome qualcuno (mariti e figli in testa) ha espresso il desiderio di mangiarle quanto prima ho promesso che oggi le avrei pubblicate, ed eccole qua!

Un piccolo suggerimento che riporto anche qui: preparatele con qualche ora di anticipo per lasciarle riposare e fare in modo che i sapori si amalgamino tra loro. Io le ho assemblate all’ora per di pranzo per andare a mangiarle la sera e si scioglievano in bocca…

Buon unedì e buona cucina :)

Pesche dolci romagnole alla crema pasticcera

(per 26 piccole pesche dolci)

Per i gusci:
500 g di farina tipo 0
125 g di strutto a temperatura ambiente
6 tuorli a temperatura ambiente
200 g di zucchero semolato + altro per decorazione
1 limone
20 g di lievito per dolci
latte q.b.

Per la crema pasticcera:
500 ml di latte intero
6 tuorli
120 g di zucchero
60 g di amido di mais
Scorza di 1 limone non trattato

Bagna all’alchermes:
100 ml di alchermes
100 ml di acqua
50 ml di Maraschino

Nella ciotola della planetaria unite la farina e il lievito setacciati e lo zucchero. Inserite al centro lo strutto, i tuorli e la scorza del limone. Azionate la macchina con il gancio a foglia e appena l’impasto comincerà ad essere uniforme unite il latte poco per volta. Dovrete ottenere un impasto morbido ma non troppo (la zia mi ha detto: morbido sì ma che si possa lavorare con le mani).

Prendete l’impasto e ricavate delle sfere da 18 g l’una lavorandolo con i palmi delle mani (nel caso sia difficile bagnate leggermente le mani). Sistemate le sfere su di una teglia rivestita di carta forno e infornate a 180 °C per 15 minuti.
Sfornate e, appena si saranno intiepidite, con un cucchiaino ricavate un piccolo buco sul fondo del guscio.

Preparate la crema portando quasi a bollore il latte a cui avrete aggiunto la scorza di limone. Tenete da parte.
Lavorate con la frusta elettrica i tuorli e lo zucchero, poi unite l’amido di mais setacciato. Filtrate il latte aromatizzato e unitelo al composto, mescolando bene. Rimettete sul fuoco a fiamma dolce e fate addensare la crema lavorando sempre con una frusta per 5 minuti. Fatela raffreddare completamente prima di utilizzarla.

Preparate la bagna mescolando tutti gli ingredienti in una ciotola non troppo profonda. Sistemate lo zucchero semolato in un’altra ciotola.

Montaggio:
Mettete la crema in un sac a poche e farcite un guscio con l’equivalente di un cucchiaino e mezzo di crema. Chiudete con un altro guscio, schiacciando leggermente in modo da unire le due parti. Quando avrete creato tutte le pesche passatele su entrambi i lati nella bagna e poi nello zucchero.

Lasciate riposare almeno un paio d’ore prima di servirle.

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4 thoughts on “Pesche dolci romagnole”

  1. Eccomi anche qui… Che aria tira oggi… Signor.. Non so giù da te, Mari ma qui porta letteralmente via…
    Comunque.. Oggi hai tirato fuori un dolcetto che mi ricorda tanto il forno del mio paese, perché quando ero piccola nonna le comprava lì.. (lei andava di castagnole e frittelle.. queste non le ha mai fatte…), mentre quel colore rosa acceso, mi rimanda ai pranzi, pochi purtroppo, che facevamo a casa dell’altra mia nonna, la mamma di mio papà su al Peglio… Lei, sta sicura che come dolce preparava il rotolo col cioccolato, rigorosamente con l’alchermes.. quella righina colorata all’interno era il suo tocco…
    Sono sicurissima che son piaciute a tutti… Primo ti son venute benissimo… (venissero così i miei baci di dama… ehehe) e poi saranno state sicuramente buonissime…
    Mi sa che devo iniziare lo strutto che mio papà ha preparato con il maiale di quest’anno.. ehehehe…
    Che dici Mari?
    un abbraccio forte..
    Manù.
    mi sa che mi stocca diventà più social.. che mi perdo i pezzetti!

    1. Mi scappi da tutte le parti, brava Manù!
      Stamattina il vento è arrivato anche qui, caldo caldo però. Queste peschine sono proprio un prodotto da forno che purtroppo trovo sempre meno qui a Rimini.
      Comunque queste pewchine sono ben più grandi di un bacio di dama quindi non buttarti giù, ok?
      E per quanto riguarda lo strutto… direi che è il modo PERFETTO per inaugurarlo :)

      Un abbraccione anche a te
      M.

  2. Non le ho mai assaggiate! Pensavo di conoscerle ma nel guardare la ricetta mi sono resa conto che così non è.
    L’Alchermes mi piace tantissimo: vuoi per una questione cromatica, vuoi per il sapore.
    Voglio provarle :-).
    A presto e: congratulazioni per questo importante traguardo!!!
    Un abbraccio

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