Pandolce basso

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Nella vita capita di incontrare persone generose, disposte a darci una mano anche se la conoscenza è limitata a qualche amico comune, o se si è trascorsa una sola serata insieme o se non ci si è mai visti ma si condivide una passione.
Nella redazione dell’articolo per la settimana dei pani dolci del Calendario del Cibo Italiano, di cui sono ambasciatrice, ho chiesto aiuto a chi, su uno dei pani simbolo delle festività natalizie, ha scritto un piccolo ed esaustivo libro dedicato proprio al Pandolce Genovese: Sergio Rossi, un curriculum da paura e una gentilezza senza pari. Non solo si è detto disponibile ad aiutarmi ma ha voluto inviarmi il suo libro. Un vero dono, che ho scelto di omaggiare realizzando questo dolce nella versione “bassa” che significa anche più facile ma non per questo meno tradizionale. La ricetta l’ho presa proprio dal libro in questione, Pandolce Genovese ed. Sagep.

Ed essendo oggi la Giornata Nazionale di questo dolce di cui è ambasciatrice Cristina ho scelto di pubblicarlo per celebrare questa ricorrenza.
In questa versione è assente il crescente, simile al lievito naturale, che rende a tutti gli effetti il Pandolce Genovese un pane addolcito. Nella versione bassa a dare una consistenza un po’ più leggera ci pensa il lievito per dolci. In cottura l’impasto non lievita più di tanto vista la quantità di ingredienti presenti all’interno rimanendo basso e allargandosi un po’ nella teglia.

Il risultato è ottimo, ricco e durevole nel tempo, questo pane dolce sarà un compagno delle mie feste di Natale… e chissà, potrebbe finire nei cesti natalizi degli amici :)

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Pandolce basso

(ricetta di Enrichetta Trucco)

500 g di farina 00
175 g di latte
2 cucchiai di acqua di fiori d’arancio
150 g di zucchero
150 g di burro
1 uovo
10 g di lievito per dolci
1 grattata di buccia di limone
1 pizzico di sale
300 g di uvetta
75 g di cedro candito
75 g di scorzette d’arancio
50 g di pinoli

Prima di cominciare a preparare l’impasto ammorbidite il burro a temperatura ambiente e fate ammollare l’uvetta in acqua tiepida.
Unite  nella ciotola della planetaria la farina setacciata, lo zucchero, la buccia di limone, il burro e lavorate utilizzando il gancio a foglia. Aggiungete l’uovo leggermente battuto, il sale e il latte con l’acqua di fiori d’arancio (quanto basta per avere un composto morbido e omogeneo). Quando l’impasto è sodo ed elastico, aggiungete i pinoli, l’uvetta, le scorzette d’arancio e il cedro.
Date una forma sferica all’impasto e incidetevi sopra una croce. A questo punto, mettete nel forno caldo a 200° e lasciate cuocere finché non risulterà ben brunito.

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7 thoughts on “Pandolce basso”

  1. Poche ore prima dell’inizio del più amato mese dell’anno, carissima Marina, ci offri un dolce che già ci inserisce nel clima natalizio, il periodo nel quale le nostre case diventano dolci e serene, calde ed accoglienti, i nostri cuori vengono donati a tutti ed allora non c’è da meravigliarsi del dono ricevuto da Sergio Rossi, è questo il giusto periodo nel quale si offre in regalo un pezzetto di cuore, è il periodo nel quale la nascita di un bambino, ci ha donato un animo, che ritorna bambino, puro e disposto a perdonare tutti, è questo il periodo della dolcezza e quale migliore occasione, allora, di donarci questo meraviglioso pane basso che, sicuramente sarà presente sulle nostre tavole natalizie e, gustandolo, il nostro pensiero correrà a te, per ringraziarti e porgerti i dovuti auguri.

    1. Come sempre, ogni volta che ti fermi tra queste pagine caro Francesco, sai regalarmi un pensiero speciale che mai come in questi giorni sento molto vicino.
      Come sempre grazie di questo affetto a distanza che è comunque forte.
      Un abbraccio

  2. Mari che bellooo! mi piace questa settimana dei pani dolci e mi piace (e sono felicissima ;) :) ) che sia tu l’ambasciatrice!
    sto pane deve essere una cosa davvero buona, ed anche se non è alto, credo che il sapore non cambi affattolo! è davvero una idea furba, dato che non son molto ferrata in panettoni o robe simili..ancora non mi ci son cimentata… quindi prevedo che questo lo metto proprio nel menù.. anzi chissà che non usi i panetto che ho tirato fuori dal frigo per crostata, per deviare nella preparazione..
    poi uvetta ci sta, pinoli pure, non ho il cedro, ma ho lo zenzero candito che non è uguale..al limite faccio versione senza canditi! :P mmm che ideuzza Mari che mi hai dato…
    Manu -migliomelomagno|!

    1. Sapevo che ti sarebbe piuciuto, questo è un pane bello sodo, di quelli che piace sgranocchiare a te :)
      I canditi li puoi sostituire ma secondo me riesci a trovarli anche al super… non saranno buonissimissimi ma ti salvano, poi vedi tu, tanto ormai sei una donnina da esperimenti!
      Un bacio grande grande cara Manu

    1. Ciao Federica, la farina che ho utilizzato è una 0 macinata a pietra, non è indicata la forza sulla confezione ma non è necessaria una farina forte, secondo me.
      Spero di esserti stata utile, un saluto e grazie a te :-)

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