Storia di un pollo romagnolo

Il pollo romagnolo è un pollo ruspante, un camminatore che dorme sugli alberi e che pretende, per crescere, di razzolare in un ampio appezzamento di terreno.

E’ un tipo di pollo “selvaggio” e che fino al dopoguerra era allevato in quasi tutte le aie romagnole. Cresce lentamente raggiungendo un peso di 2,5 chili dopo almeno otto mesi, tempi biblici per gli allevamenti intensivi che in Romagna sono tanti e molto noti. Anche le uova hanno delle difficoltà nella commercializzazione perché il guscio bianco col passare del tempo cambia colore divenendo più scuro e dichiarandone l’età :). Lui, il pollo romagnolo, è stato probabilmente per questi motivi accantonato e non più allevato anche nei cortili di questi territori a favore di nuove e più redditizie razze. Per fortuna però c’è il lieto fine, grazie ad una cinquantina di esemplari è stato possibile recuperare in purezza questa razza così caratteristica e cominciare lentamente a reintrodurlo nelle aie locali grazie all’Università di Parma e ad alcuni allevatori-custodi.

Un amico di famiglia li alleva, i suoi racconti sono spassosi: ne parla come di un animale con un suo carattere, affini a quello di un romagnolo, e quando descrive le sue incursioni serali per acchiapparne uno e tirarlo giù da un albero, non vi dico le risate. Ed è lui che ogni anno ne regala un paio a mio padre, un grande regalo vi assicuro.

La sua carne è soda, magra, saporita. Qualcuno su fb quando ho pubblicato la foto mi ha detto che è “magro”, in effetti se lo confrontiamo con i polli del super o delle rosticcerie sicuramente non ci fa una bella figura ma il sapore, beh quello li batte tutti al primo assaggio. E’ per questo che ve lo propongo in una versione semplicissima, che mia nonna faceva spesso ma che si vede un po’ da tutte le parti. Se la materia prima è di qualità basta poco per renderla squisita.

Per Gente del Fud ho avuto il piacere di scrivere la scheda –qui– e dopo aver inserito il produttore (sarebbe meglio chiamarlo allevatore-custode) mi sembra giusto inserire anche la ricetta…

Pollo romagnolo arrosto

  • 1 pollo di razza romagnola (questo pesava un chilo circa)
  • 1 limone non trattato piccolo
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • sale, pepe e olio

Tagliare a metà il limone e strofinare leggermente l’interno (volendo per intensificare il gusto si può lasciare dentro il mezzo limone). Salare e pepare l’interno del pollo. Strofinare la pelle del pollo con del sale e poi pennellare con olio abbondante. Disporre il pollo in una teglia rivestita di carta da forno. Infornare a 200° per mezz’ora, coprendo il pollo con un foglio di alluminio per non farlo bruciare. Trascorsi i primi 10/15 minuti versare il vino sul fondo della teglia e continuare la cottura. Eliminare l’alluminio e cuocere per altri 20/25 minuti in modo da far formare una bella crosticina. Se il pollo è più grande naturalmente i tempi di cottura si allungano.

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36 thoughts on “Storia di un pollo romagnolo”

  1. Il gusto dei prodotti di *una volta* è impagabile. Io non sempre ho la fortuna di trovare polli ruspanti ma le uova si. Una mia collega alleva delle galline e mi porta le *uova vere*…. sapore e colore sono completamente diversi da quelli acquistati al supermercato!
    Buona giornata.
    Nora

  2. Sicuramente delizioso…
    Io sono cresciuta mangiando il miele prodotto dal mio nonno ed ho imparato grazie a lui che per le cose buone e genuine…ci vuole tempo e pazienza.
    Un abbraccio.

  3. Io compro spesso (ogni volta che lo trovo) il gallo livornese che per struttura fisica mi sembra molto simile al romagnolo.
    Da quando l'ho scoperto non tornerei più indietro!
    Con la testa e le zampe faccio il brodo per la felicità del mio amore, con il resto arrosti succulenti…proverò anche questa tua ricetta! :D
    Che bello riscoprire questi sapori antichi!

  4. Grazie per tutte queste informazioni, io non ero a conoscenza di questa razza di pollo, e davvero sembra magrolino se confrontato con i polli in commercio. Lo sai che lo cucino spesso anche io così? Baci

  5. Capisco la prelibatezza. I polli che si consumano abitualmente sono talmente gonfiati che dopo la cottura ti ritrovi con la metà del volume di ciccia e ti ci rode da morire. Un pollo del genere mio marito se lo fa fuori senza darti tempo di ragionare. Amo questo genere di post perché apre veramente un mondo. Grazie carissima, ti mando un bacio. Pat

  6. A me il fatto che sia magro sembra una cosa positiva, considerato il fatto che ai polli d'allevamento danno gli ormoni perchè si gonfi il petto (così da avere più resa nella vendita dei petti di pollo!)….Un bel polletto ruspanete poi è meraviglioso!

  7. Un pollo genuino, davvero molto squisito!! Molto interessante la storia di questi polli e bellissimo il fatto che alcune persone tengano ancora a far resistere questa razza…Brava e grazie per aver condiviso con noi!! Un bacione…

  8. Immagino quanto è buono. Come scrivi se la materia prima è di qualità il piatto è fatto. Per fortuna ci sono ancora produttori che mantengono viva la tradizione e puntano sulla qualità e non sulla quantità.

  9. non oso nemmeno immaginare quano sia buono questo pollo romagnolo. E' un bene che si cerchi di far valere di nuovo la razza tipica invece di quelle nuove tutte gonfie. Sicuramente questo sarà delizioso, con ingredienti di qalità basta davvero poco per renderli strepitosi, hai perfettamente ragione!!

  10. Il metodo di cottura è conosciuto, un pò meno il pollo romagnolo che a vederlo si capisce che è magro e sicuramente gustoso… ma da quanto ho potuto capire dalle tue parti si mangia solo cibo buono e genuino! Un bacio

  11. ciao Marina, un bel regalo la tua storia del pollo romagnolo.
    Scusa questa “incursione”, ma da Ely ho letto che chiedevi il perché del cremor tartaro per le meringhe. Come potrai aver capito… non riesco a trattenermi quando so qualcosa, è più forte di me ;)).
    Il cremor tartaro serve solo a stabilizzare gli albumi. E' un acido e può essere sostituito con succo di limone (non sale!!!). In poche parole, prove alla mano, se monti gli albumi col cremor t. o con un po' di succo di limone, questi rimarranno stabili e montati più a lungo che non se li monti senza nulla o col famoso pizzico di sale (in questi due ultimi casi dopo un po', sotto la schiuma superficiale si forma uno strato “acquoso”; hai mai notato?).
    Non ha invece funzione lievitante… a meno che tu lo mischi con una sostanza “basica” (leggi: bicarbonato). In questo secondo caso potrai farti da sola una miscela che ti servirà da lievito istantaneo.
    Un bacio

  12. Questo racconto mi ha fatto davvero sorridere, pensare a un pollo col suo carattere… romagnolo per giunta, deve essere uno spasso! Vorrei tanto si tornasse a questo tipo di sapori sempre! :)

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