Pici alle poveracce per l’MTC

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Lo spirito allegro e divertito con cui si affrontano le ricette nell’MTC mi ha sempre coinvolta. Scoprire che l’ultima sfida era stata vinta da Patrizia mi ha fatto subito pensare che era giunto il mio momento, un’amica aveva ricevuto lo scettro e io dovevo trovare il coraggio di imbarcarmi in questa bella impresa, non bastava più seguire tutto da lontano. Come mi aveva detto la stessa Patty l’MTC è, prima di tutto, un modo per imparare a realizzare delle preparazioni nelle quali difficilmente ti metteresti alla prova. Per di più puoi “torturare” chi ha proposto la ricetta chiedendo spiegazioni su spiegazioni e attingere, al termine della sfida, da un ricettario di decine e decine di variazioni sul tema. In tutto questo uno spirito goliardico e leggero che di questi tempi mi ci vuole proprio… che sono un po’ stufa di gente che si prende troppo sul serio :)

E dato che si chiedeva un condimento a km zero, ecco che non ho potuto fare a meno di alzarmi presto sabato mattina, andare alla pescheria del mercato coperto e comprare mezzo chilo di vongole, che qui in Romagna si chiamano poveracce. Certo la ricetta non è della tradizione contadina ma è in assoluto della tradizione marinara, quando le donne rimaste a terra non potevano fare a meno di mettersi a raccogliere le vongole lungo la spiaggia per preparare qualcosa da portare in tavola in attesa del rientro delle barche. E sempre le donne si spostavano dal mare all’entroterra e al grido di “Purazi… doni!” cioè “vongole.. donne!” per vendere il pescato dei mariti porta a porta. Da bambina ho avuto anche il piacere di vedere ancora all’opera una signora anziana che passava dalla casa dei miei nonni con la sua bicicletta vecchia a cui aveva attaccato dietro una cassetta di legno con dentro il pesce. Roba d’altri tempi per davvero…

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Ma veniamo ai pici. In pratica i pici sono molto simili a quelli che da noi si chiamano strozzapreti. Sempre acqua e farina, un cucchiaio di olio se lo si desidera. Ma il procedimento per confezionarli è diverso: i primi si stirano sul piano di lavoro, i secondi si arrotolano tra le mani con un gesto veloce e poi si tagliano, mentre i pici devono essere lunghi e sottili. Sembra poco ma non lo è. La consistenza dei pici è più tosta, sono più sottili e uniformi mentre gli strozzapreti sono più morbidi, corti e leggermente cicciottelli. E pensare che credevo di conoscerli dopo averli assaggiati in un’osteria di Siena ormai 16 anni fa e poi a Firenze di recente… e invece sono stati una scoperta che non dimenticherò di ripetere.

Vengo alla ricetta, ultimamente chiacchiero troppo :)

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Pici con sugo di poveracce (per 2 persone)

  • 100 gr di farina 00
  • 50 gr di farina di semola rimacinata
  • 1 generosi cucchiai d’olio extra vergine
  • acqua qb
  • 500 g di vongole (lupini o poveracce)
  • un cucchiaio di prezzemolo tritato
  • 1/2 spicchio d’aglio
  • 4 cucchiai di passata di pomodoro
  • olio extra vergine

(Riporto il procedimento di Patrizia). Fare la fontana con le due farine miscelate. Versare l’olio e cominciare a versare lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta. (Io non ho messo il sale, il condimento è già piuttosto saporito e il sale tende ad indurire troppo l’impasto). Cominciare ad impastare utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungere acqua o farina. Piegare la pasta su se stessa come per la pasta all’uovo e non stirare mai troppo l’impasto per non sfibrarlo. “Massaggiare” con energia per almeno 10 minuti. Fare riposare una mezz’ora avvolta nella pellicola o sotto un piatto. Riprendere l’impasto, tagliare un pezzetto e farne una pallina, quindi sulla spianatoia stenderla con il matterello ad uno spessore di 1 cm. Con un tagliapasta o un coltello affilato, tagliate tante striscioline larghe 1 cm circa e coprire il resto della pasta con la pellicola affinché non si secchi.
IMP: “Filare” i pici, rollando la pasta con il palmo delle mani e contemporaneamente stirandola verso l’esterno. Quando si tirano pici molto lunghi, la tecnica è quella di tirarli da un lato tenendo l’altra estremità con il palmo e piano piano allungandoli fino ad esaurire la pasta. Una volta tirato il picio, farlo rotolare nella farina di semola o di fioretto affinché non si appiccichi agli altri.

Per il sugo: rovesciare le vongole in una ciotola riempita con acqua fredda leggermente salata. Lasciarle lì per mezz’ora dopodiché scolarle e risciacquarle sotto l’acqua per un paio di volte. In una padella già calda mettere un filo d’olio, versare le vongole e chiudere con il coperchio. Aspettare un paio di minuti prima di sollevare il coperchio per verificare l’apertura. Nel caso non si siano aperte tutte lasciare cuocere ancora per un minuto, non di più. Lasciare raffreddare, sgusciare le vongole, tenendone da parte una decina per la decorazione. Il liquido che rimarrà nella padella va filtrato  utilizzando del cotone idrofilo ed un colino, in modo da eliminare l’eventuale sabbia presente. In un’altra padella versare un paio di cucchiai di olio e aggiungere il prezzemolo e l’aglio finemente tritati. Lasciare soffriggere per un paio di minuti, aggiungere la passata di pomodoro e quando si sarà asciugata un po’ aggiungere le vongole sgusciate e il loro liquido. Cuocere ancora per un minuto. Una volta scolati i pici versarli nel condimento e saltarli velocemente.

Con questa ricetta partecipo all’MTC di gennaio:

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41 thoughts on “Pici alle poveracce per l’MTC”

  1. Ma cche bello!!! Anche tu tra di noi??? Son contentissima!! :D
    E che inizio! Ricetta che ha colto in pieno il senso della sfida e la foto…beh…ho già capito chi si aggiudicherà il premio 30mm :P Battuta a parte, è stupenda! Da restare incollati allo schermo :)

  2. Beh, innanzitutto brava per aver accettato la sfida!! Io proprio non ce la fo’ con le scadenze e quindi mi limito a seguire la gara da distanza.
    La prima foto è davvero bella!!! Il tuo 50mm pare stia dando grandi soddisfazioni e tu lo sai usare con abilità (ma non eri tu che dicevi che scattavi a casaccio?!).
    Brava brava a parte il titolo che ho letto di corsa come “Pici PER le poveracce dell’MTC…”!
    bAci
    PS: strano, un post senza formaggio ;-)

    1. Ti svelo un segreto… siccome volevo mangiarli almeno tiepidi senza doverli sipassare al microonde ho fatto il set prima, con ciotolina e tutto il resto. Due scatti per vedere la luce e l’inquadratura e dopo aver condito i pici sono andata in sala a fare le foto. 10 scatti e poi ero seduta a tavola ;) cosa mi dici?
      Pici per le poveracce come dice Ale sotto sarebbe stato un colpo da maestro!!! Ciao amica mia

  3. Il tuo post mi ha fatto commuovere. Adoro questo genere di storie: scoprire l’origine di definizioni o piatti, quando queste sono legati alla vita di tutti giorni, specialmente a quella vita che si arrabatta per arrivare alla fine della giornata. Veramente bellissima l’immagine di queste donne lungo la spiaggia. Potrei dire altamente felliniana. Come splendido è il tuo piatto, che legato a questo contesto mi fa rivedere tutti i miei dubbi su un possibile sposalizio tra pici e mare.
    Ovviamente le immagini sono magnifiche, ma non devo dirtelo. Ti abbraccio forte Marina e ti ringrazio per questo favoloso esordio.
    Baci grandi, Pat

    1. Mi raccomando, metti il tuo link anche sul sito di MTC altrimenti non sei in gara. Il mio sito serve solo come segnalazione ma io non raccolgo le ricette. Un abbraccione, Pat

      1. Dolce Patty, in effetti il mare d’inverno è una costante dei film felliniani. Un po’ malinconico e un po’ luogo del sogno … Grazie a te per le tue parole, quel modo essenziale di arrabattarsi dovrebbe essere uno stimolo anche per noi, che dici?
        Link messo, e adesso mi faccio un giretto tra le altre proposte :)
        Un abbraccio grande, Mari

  4. Molto bello il tuo post, quando racconti di un recente passato della nostra Italia, che con le sue diversità è unita da storie simili.
    I piatto parla da sè. Complimenti.

  5. Sei stata veloce veloce, e bravissima… il sugo di mare abbinato ai pici mi piace assai, e adoro le vongole, quindi non posso che essere stra-convinta di questa tua scelta! Adesso dovrò darmi da fare anche io!!
    Bravissima! Uno start coi fiocchi!

  6. di corsa, che poi passo dopo- ma dal cuore
    Se avessi scritto davvero “pici per le poveracce dell’mtc”, avresti sbaragliato la concorrenza. non ce ne sarebbe stato più per nessuno :-)
    tienilo presente, la prox volta :-)
    passo dopo, ma non sai come son contenta di averti con noi!

  7. Abbiamo due cose in comune con te: entrambe abbiamo rotto il ghiaccio sull’MTC nello stesso mese e i nostri pici per ora mi sa che sono gli unici che provengono dal mare!

  8. con calma, finalmente, lascio un commento ad un post che ho avuto in testa tutto il santo giorno, ieri. Patty parla di immagine felliniana, io, chissà perchè, l’ho sublimata in un quadro, I cercatori di conchiglie… era stato anche la copertina di un libro di Tracy Chevallier, dove si parlava di fossili, ma il concetto è quello: pura poesia.
    Va bene l’ingrediente, perchè la “consegna” era il km zero, interpretato in chiave povera. E queste vongole lo sono, sin dal nome. E lo è anche il sugo, essenziale, senza distrazioni, uno sfondo uniforme che fa emergere il sapore nettissimo del protagonista del piatto, perchè se è “sugo di poveracce”, son quelle che si devono sentire. Questo è anche il nostro concetto di cucina povera: cucina di sostanza, di essenzialità. di fiducia- che non ha bisogno di orpelli o di accessori extra, che se un ingrediente è buono, è giusto che si senta, così com’è. e questi tuoi pici lo interpretano alla perfezione
    Felicissima di averti con noi.
    Ale

  9. Sono andata a cercarmi la copertina, calzante :)
    Grazie per le tua parole Ale, in effetti quando si dice piatto povero lo intendo proprio scarso negli ingredienti, nel senso che anche un palato poco avvezzo riesce a distinguere bene tutti gli ingredienti.
    Felice di essere dei vostri, tanto.

  10. Ti scopro solo oggi e sono felicissima d’averlo fatto. Sei bravissima, le tue foto sono poesia e i sapori che crei devono essere proprio indimenticabili! Complimenti, questa ricetta è proprio degna dell’mtc, la adoro! :D Un abbraccio e buona giornata!

  11. ciao Marina! Fantastica questa rivisitazione con poveracce… questa notte me li sogno questi picetti prelibati! Io quando li ho fatti ho usato uno stecchino lungo con un risultato tipo bucatino ma forse è più semplice farli come spieghi tu, arrotolando le strisce di pasta. Bellissima foto, con pochi elementi fai cose davvero grandiose! Bacione :)

  12. Cara Marina, ho visto la foto dei tuoi pici nella lista e non ho potuto fare a meno di passare da te! E’ un piacere conoscerti e conoscere il tuo blog!! Benvenuta nel pazzo mondo dell’MTC!!
    Ricetta squisita, bellissime foto, simpaticissimo il nome che date voi alle vongole!
    Baci, Bucci

  13. ciao!!! arrivo qui dall’MTC e scopro questo bellissimo blog, poi leggo Romagna, di dove sei?? io son di Ravenna!! anche io ho pensato che fossero molto simili agli strozzapreti ma ancora devo preparare la mia ricetta!! intanto complimenti per la tua, ottimo piatto che non sbaglia mai!!! a presto

  14. Marina che bello averti tra noi :=) adoro molto i tuoi piatti le tue ricette LE TUE FOTO, ti seguo molto anche se non commento mai, perche sono sempre di corsa, ma qi devo dirtelo, io adoro le vongole, il pesce in genere e secondo me sono buoni senza troppi fronzoli e la tua ricetta me gusta immagino già il sapore nel palato che vogliaaaaaaaaaa brava brava brava e non dico altro :)

  15. Ciao Marina! sono Francy di Bologna. Adoro la romagna e adoro i tuoi pici. Ottimo condimento, vero e genuino come le tradizioni che ahimè si sono perse.
    Un bacione
    Francy

  16. E’ già da qualche settimana che penso che ho voglia di fare i pici, perchè mi piacciono un casino e sono bellissimi. Li ho fatti ormai un sacco di tempo fa ed è ora che riprovi…Con le “poveracce” coem le chiamate in Romagna devono essere superbuoni…Mi ispirano un casino…Ci vediamo domani!!!!

  17. guardando le tue foto mi viene voglia di tornare a partecipare all’MTC!! Ultimamente ho saltato diversi appuntamenti mi era venuto un pò a noia ma sarà che stavo in uno stato d’animo che mi faceva annoiare di tutto. Benvenuta in questo covo di pazze!!! Un bacione

  18. non ero passata apposta da te, per questo post, perchè di solito, finchè non esco con la mia ricetta, cerco di non curiosare quelle altrui. ma ora il benvenuto è d’obbligo!! io mi ero iscritta all’mtc ad aprile (primo mese di blog) quando ancora per me la blogsfera era una emerita sconosciuta. ma ne sono stata subito felice, perchè effettivamente l’mtc ti regala quel senso di leggerezza, di poter imparare cose nuove, senza pressione alcuna. la data? non è quasi mai un problema, di tempo ne danno molto… e i tuoi pici sono stupendi Marina cara, con le vongole. non ci avrei mai pensato! un bacino e a presto! sere

  19. …E allora dillo che partecipi solo per torturare la Patty!!!! :-D
    Scherzi a parte, sono felicissima di vederti finalmente qui: ci mancavi!!!!
    La prova? Questi magnifici pici… :-9

  20. ah ah! le poveracce! mia mamma racconta spesso che, appena arrivata a Ravenna da sposina milanese, si era impressionata molto per aver sentito una donna urlare per strada “poveracce”, poi ha scoperto che si trattava delle vongole! perfetto condimento e benvenuta nel club! :-)

  21. Per essere la tua ricetta d’esordio all’MTC, è davvero incantevole! Se alla prima occasione ci proponi questa meraviglia, quali altri capolavori dobbiamo aspettarci?!
    Complimenti di vero cuore, la tua presentazione mi ha colpito davvero tanto… così come mi ha affascinata la tradizione delle donne che andavano a raccogliere le “poverelle” sulla spiaggia!
    In bocca al lupo!

  22. adoro l’mtc quando propone un piatto che mi piace, perchè così improvvisamente ne ho mille diverse declinazioni, e questa per ora è la mia preferita dei pici ; )

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