Red velvet con crema diplomatica per l’MTC

Red velvet

Mai avrei pensato di preparare una red velvet cake, men che meno senza glutine. Eppure il bello dell’MTC è proprio questo. Quindi eccomi qui a partecipare con la mia versione: una red velvet che di rosso non ha proprio niente :)

Stefania vincitrice dello scorso MTC mi perdonerà se, nonostante l’impegno e l’uso del quantitativo massimo suggerito dalla confezione del colorante (ossia 24 gocce per un rosso intenso!) questa torta non ha preso la giusta tinta restando di un caldo color cacao. Per il resto ho riprodotto la sua ricetta, preparando anche il buttermilk, ottenuto seguendo le spiegazioni precise di Elena (e d’ora in poi non abbandonerò più nessuna preparazione a causa di questo ingrediente “introvabile”).

Confesso, cospargendomi il capo di cenere, che non ho fatto tutto quello che avrei potuto fare perché questo dolce fosse realmente adatto ad un celiaco: non ho lavato accuratamente gli utensili, il forno, i piani di lavoro… insomma non sono stata brava come avrei dovuto. Confesso anche che già così mi è sembrata un’impresa: reperire gli ingredienti, controllare che fosse presente il bollino con la spiga barrata (tra l’altro ho usato una farina di riso della Vital Nature ma non ho controllato il prontuario, ha il bollino rosso con la spiga e mi sono fidata!), fare attenzione al grammo perché è una questione di precisione e chimica riuscire a preparare un impasto che risulti morbido, umido e riesca a lievitare in forno… Mamma mia che ansia!

Redvelvet

A proposito di lievitazione: non so se ho fatto bene, se ho scoperto l’acqua calda o roba simile ma per farla gonfiare un po’ in forno ho seguito la tecnica dei lievitati ed ho infornato il dolce nella parte bassa per il primo quarto d’ora, poi l’ho messo al centro per i restanti 35/40 minuti. In questo modo si sono formate tante bellissime e regolarissime bollicine nell’impasto. Per completare il dolce ho scelto di non farcirla con una crema a base di burro, tentando di alleggerirla un po’. Ho scelto la crema diplomatica o anche conosciuta come chantilly, che poi la chantilly in realtà è la panna montata con lo zucchero a velo e la vaniglia ma spesso si trova questo nome  per indicare crema pasticcera unita a panna montata in proporzione variabile.

Prova assaggio? Superata! Personalmente l’ho trovata un po’ stucchevole ma a mia discolpa c’è il fatto che ho mangiato la prima fetta (quella che si vede in foto) dopo aver assaggiato più volte la crema e ripulito per bene le ciotole usando la spatola… Insomma una mezza indigestione :) I familiari hanno gradito suggerendo rispettivamente più crema tra gli strati e una bagna per la torta, per il resto ho sentito solo parole di apprezzamento.

Che si fa la si rifà?

Red velvet cake

Red Velvet Cake con crema diplomatica (gluten free)

  • 160 gr di farina di riso sottilissima tipo amido (Le Farine Magiche Lo Conte, Pedon, Rebecchi)
  • 60 gr di fecola (Cleca, Pedon, La Dolciaria, Sma & Auchan)
  • 30 gr di farina di tapioca (che ho sostituito con Maizena)
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 8 gr cacao amaro (Venchi, Easyglut, Pedon, io Olandese)
  • 110 gr burro non salato a temperatura ambiente
  • 300 gr di zucchero
  • 3 uova medie
  • 1 cucchiaino da caffè di estratto vaniglia bourbon (o i semi di una bacca, ma non usate la vanillina)
  • 240 ml di buttermilk (ma se non lo trovate, fate inacidire per 20 minuti la stessa quantità di latte con un cucchiaio di limone)
  • 1 cucchiaio di colorante rosso (Rebecchi e Loconte)
  • 1 cucchiaino di aceto bianco
  • 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio

Pre-riscaldate il forno a 175°C.
In un recipiente mescolate le farine, il sale, il cacao. In un altro recipiente, sbattete il burro per 2-3 minuti, finché sarà soffice e poi aggiungete lo zucchero e sbattete per altri 3 minuti.
Aggiungete le uova, una alla volta, sbattendo 30 secondi dopo ogni aggiunta.
Mescolate il colorante al buttermilk e quindi versate poco per volta al composto di burro, alternando le polveri al buttermilk. Possibilmente iniziate e finite con la farina.
In una tazzina (capiente) mescolate il bicarbonato all’aceto bianco, facendo attenzione a versarlo subito nell’impasto (altrimenti ve lo troverete per tutta la cucina) e incorporatelo bene con una spatola.
Imburrate due teglie da 20 cm (io una teglia da 18 cm rivestita di carta forno bagnata e strizzata) e spolverizzate con farina di riso. Fate cuocere per 40/45 minuti, o finché non vedete che è cotto (con il trucchetto dello stuzzicadenti!)
Lasciate raffreddare la torta dentro la teglia (potete usarne anche una in silicone, ma è meglio usare la  carta forno per evitare contaminazioni) per 10 minuti. Poi toglietela dalla teglia e lasciatela raffreddare, quindi fasciatela nella pellicola trasparente. Fatela riposare in frigo per diverse ore, anche tutta la notte. In questa maniera sarà più facile da tagliare senza che si sbricioli e sarà più semplice mettere la farcitura. Non spaventatevi se vi sembra troppo dura, perché a temperatura ambiente tornerà morbidissima.

Per la crema diplomatica o chantilly italiana:

  • 2 tuorli
  • 250 g di latte
  • 60 g di zucchero
  • 20 g di maizena
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia
  • 300 g di panna fresca

Preparare la crema montando i tuorli con lo zucchero. Portare a bollore il latte. Aggiungere la maizena al composto di zucchero e uova e subito dopo il latte caldo. Rimettere sul fuoco e mescolare con una frusta fino a quando non si addenserà. Togliere dal fuoco e far raffreddare. Nel frattempo montare la panna a neve ferma.

Aggiungere un terzo della panna montata alla crema pasticcera e incorporarla delicatamente dopodiché aggiungere il composto crema-panna alla panna rimasta e con un cucchiaio mescolare dall’alto verso il basso fino a quando non si saranno amalgamate completamente le due creme. A questo punto munirsi di due sac a poche: in uno con bocchetta rigata inserire un terzo della crema diplomatica e nell’altro sac a poche con bocchetta a stella il resto della crema. Lasciare riposare in frigorifero un’ora.

Montaggio: distribuire un po’ di crema sul primo strato di impasto usando la sacca con la bocchetta a stella. Coprire col secondo strato e procedere come per il precedente. A questo punto usando la sacca con la bocchetta rigata decorare l’esterno della torta. Terminare la decorazione della parte superiore usando la bocchetta a stella e creando tanti piccoli spumini. Conservare in frigo, fino ad un’ora prima di portarla in tavola.

Con questa ricetta partecipo alla sfida di febbraio dell’MTC:

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33 thoughts on “Red velvet con crema diplomatica per l’MTC”

  1. Aspettavo la tua versione. E mi piace da matti. Ho preparato la Velvet l’anno scorso per il compleanno di Alice e ne ho fatta un quantità che non sto a dirti (erano due torte sovrapposte), e fino a che non l’ho tagliata ed assaggiata (quindi ormai troppo tardi), sono stata con l’ansia che fosse una ciofeca. Ho avuto una specie di tracollo quando mio marito mi si è avvicinato e mi ha sussurrato: è una roba da urlo. In effetti la consistenza, l’umidità che conserva per giorni una volta farcita, ed il sapore sono davvero sorprendenti. Non ho dubbio che la versione gluten free sia fantastica, io mi ci butto questo week end, proprio sul fil di lana, ma l’idea di farcirla con la diplomatica è splendida, perché mi da l’idea di una leggerezza diversa (personalmente detesto le butter cream e derivati…). Atmosfera Fin de Siècle anche per l’allestimento…davvero favoloso. Grande Mari, in gara alla grandissima. Pat

    1. In effetti Patty ieri sera l’ho assaggiata di nuovo ed ammetto che a star lì è diventata molto più buona e meno stucchevole! Comprendo benissimo l’ansia, a me viene ogni volta che propongo qualcosa a qualcuno che non è di famiglia… Non vedo l’ora di leggere la tua versione e di vederla :)
      Grazie come sempre le tue parole mi regalano sempre molta gioia!

  2. Mamma mia che torta di nuvola.. un vero sogno e decorata magistralmente! Complimenti di cuore, hai creato una delizia e.. pure gluten free! :) Concordo sull’idea fantastica dell’uso della diplomatica.. le creme al burro non mi piacciono per nulla e questa tua scelta è molto raffinata! :) Un abbraccio pieno d’affetto!! :D

    1. Grazie Ely! In effetti le creme al burro mi rimangono un po’ stucchevoli, a volte però le trovo perfette su certi dolci… Vai a capirmi ;) Un abbraccio affettuoso anche da parte mia :*

  3. ecco la tua versione! e se ti dico che questo mese mi sa tanto che dovrò giocare la giustificazione? uffi, un vero peccato, ma come avrai capito (1 solo post in tutto febbraio!) sono messa maluccio. la tua versione è super, veramente bella. e a me, il fatto che non sia red, piace ancor di più! perchè sai che i “coloranti” proprio non sono nelle mie corde! un bacino mia cara, a presto! sere

    1. In effetti me ne ero accorta… Spero sia una cosa temporanea, mi piace leggerti lo sai :)
      E sui coloranti sospettavo una certa “allergia” ahahahaha!
      Ti abbraccio stellina

  4. Lo spirito della sfida era quello di mettersi nei panni di un celiaco e tu con la tua ricerca l’hai fatto. Non chiedevamo di pulire e santificare tutto, perché è uno stress non da poco, l’importante è che lo sappiate in caso, un giorno, vi trovaste ad invitare un celiaco. Quindi il tuo impegno basta e avanza. Se poi nella confezione c’è la spiga sbarrata, vuol dire che lo si può mangiare tranquillamente, è garantito dall’AIC. Il problema semmai è quando certi prodotti non hanno né la spiga, ne sono contenuti nel prontuario. E non tutti gli alimenti permessi, ahimè, sono inseriti nel prontuario, perché l’inserimento si paga e si paga a prodotto… Lì, allora si guardano le etichette e nel dubbio non si usano. Purtroppo non c’è molto altro da fare.
    In ogni caso, sebbene tu non sia stata scrupolosa nel preparare il dolce (ma ripeto non era richiesto) e la torta non è rossa scarlatto (non per niente abbiamo dato vita alle vere 50 sfumature di rosso! ;) ), mi piace tantissimo. Mi piace il ripieno, più vicino ai nostri gusti e mi piacciono le foto. Forse una torta così dolce avrebbe bisogno di una piccola nota acidula… Ma dovrei assaggiarla per dirlo della tua :)

    1. Ciao Stefania! Non avevo pensato a questa cosa della nota acidula, un ottimo suggerimento!
      Avrei potuto fare un curd al limone e mescolarlo alla panna, sarebbe stato perfetto. L’MTC mi sta piacendo da matti anche perché sto imparando davvero tante cose e sono solo alla seconda sfida.
      Avrei davvero voluto la tua prova assaggio, ma chissà prima o poi… ;)

  5. Versione meravigliosa!Anch’io per la torta ho usato la farina di riso Vital nature visto che era tra i prodotti per celiaci e non sono riuscita a trovarla di altre marche…
    Come te mai avrei pensato di fare la red velvet ma sono molto contenta di aver avuto quest’occasione grazie all’MTChallenge.
    Buona giornata
    Chiara

  6. anche io aspettavo di vedere la tua delizia e che dire non mi hai deluso per niente e quando mai mi deludi???? Veramente elegante!!!! Io ora che farò??? Stavolta vinci pure l’MTC:::ci scommetto!!! Bacioni cara

  7. Wow, che bella versione tutta di bianco “vestita”… la mia è venuta rosso barbera, sarà l’influenza piemontese (ma la vedrai presto)?!
    E’ stata una bella sfida, questo mese.. e l’hai affrontata con il solito stile, mia cara!
    Un abbraccione

  8. Se devo essere sincera è un tipo di torta che mi piace vedere, ma mi “inibisce” l’assaggio, senza saperne spiegare la ragione, ma la tua versione per me è stato un colpo di fulmine sopratutto per la scelta della crema :D

  9. Il brutto di arrivare tardi è che si rischia di replicare quanto è già stato detto: ma corro il rischio, anche perchè questo post e questa Red Velvet lo meritano, assolutamente. Sfida vinta su tutti i fronti, compresa anche la consapevolezza di non poter offrire una torta preparata con ingredienti gluten free ad un celiaco: la nostra è una sfida virtuale e non si poteva chiedere di sterilizzare le cucine, ovviamente. Nello stesso tempo, l’obiettivo era che “passasse” il messaggio. E qui è passato, anche attraverso la consapevolezza del “non si fa”.
    La torta è veramente bella: ben fatta, ben presentata, ben riuscita. Non sapevo del trucco della cottura dei lievitati (sono rimasta alla teglia piena d’acqua, sul ripiano basso del forno) e lo provo già da oggi, visto che ho in programma un po’ di torte.
    Anch’io nn amo le buttercream, dopo che mi ci sono strafogata per anni. In compenso, continuo a strafogarmi beatamente di panna e affini e quindi non posso che apprezzare la tua scelta. L’eleganza finale e la presentazione retro, fanno il resto.
    Ma quanto sono contenta, di averti con noi??????????????????

    1. In effetti una parte di me era lì con il ditino indice che si muoveva e a destra e sinistra dicendo “non si fa” ;)
      E io quanto sono contenta di far parte di questa allegra e super esperta brigata?! Non hai idea!!!

  10. La cosa che più mi spaventa nel cucinare davvero per un celiaco è la possibile contaminazione sempre in agguato! Avrei pensato a tante cose ma a ripulire anche il forno proprio no e lì sarei caduta miseramente! Meno male che i biscotti per la mia amica alla fine non li ho più fatti! La tua red velvet è una meraviglia :) Un bacione, buona giornata

  11. Molto bella l’immagine della tua red velvet, hai creato un’atmosfera molto romantica..
    Anche io sono per i gusti più leggeri forse perchè non siamo tanto abituati a farcire le torte con buttercream e/o cream cheese frosting vari.. sai che non sapevo che veniva chiamata diplomatica? come non sapevo del “trucco” per cuocere i lievitati, ovvio che la prossima volta lo provo! quindi in generale quasi un quarto del tempo nella parte bassa e il resto nel centro, giusto?
    c’è sempre un sacco da imparare dalle partecipanti all’MTC!
    bravissima e bacioni!

  12. Brava Mari, bellissima (e buonissima mi fido sulla parola) torta!! Questo MTC visto dal di fuori è una fonte di informazioni e curiosità e anche senza partecipare c’è molto da imparare.
    Sui lievitati, al corso di pasticeria ci hanno insegnato a cuocere in forno statico le torte per favorire la lievitazione ed evitare d bruciare la superficie.
    Bacioni

    1. Ciao Robi! Quando metto a cuocere un lievitato, dolce o salato che sia, di solito gli faccio fare i primi 10 minuti nella parte più bassa del forno. Me l’ha insegnato Bonci, è un modo per dare un po’ di spinta alla lievitazione. Forno sempre statico… Bacioni a te :)

  13. Che eleganza Marina!
    concordo con te sulla crema al burro, la trovo troppo pesante per il mio palato!
    capisco la tua ansia, è una responsabilità enorme fare dei piatti gluten free!
    Bravissima, come sempre!
    Bacissimo!

  14. Guardo questo post e vedo un’altra vincita sicura almeeeeno del 30mm.
    Mari, ma non potevi rimanere dov’eri??? ;)
    Scherzo, ovviamente. La tua presenza nell’mtc è un valore aggiunto :)
    Un abbraccio carissima
    Vale

  15. che dire di questa torta? un capolavoro altro che… la red velvet è li ferma nel mio immaginario… forse un giorno la proveremo, magari nella tua versione!
    un bacio
    ficoeuva

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