Pane e aceto, merenda d’altri tempi

Pane_e acetoDa piccola mangiavo poco e niente e il mantra di mia madre era “mangia Marina”. Non ho molti ricordi della mia infanzia, anzi ne ho davvero pochi e alcuni mi sembrano assolutamente insignificanti ma quando ho iniziato a pensare ai post dedicati alle bruschette mi è tornata in mente una situazione nitida e precisa: una giornata calda, una cucina con la tapparella abbassata per non fare entrare l’aria afosa e, nella penombra, una zia anziana e piccolina quasi come una bambina che prepara un paio di fette di pane comune con sopra olio, sale e… aceto di vino rosso. Sono per me quelle fette e me le mangio tutte, le divoro.

Sono sicura che mamma appena leggerà queste righe rivedrà le mie stesse immagini: la zia Lina mentre prepara da mangiare, mentre inserisce con attenzione i chiodi di garofano nella cipolla per fare il sugo. Lei ci ha insegnato tantissime cose di quella economia domestica di inizio ‘900, ci ha tramandato il suo modo di rendere bianche e immacolate le lenzuola, strofinandole con il sapone e lasciandole sull’erba ad asciugare per poi risciacquarle… e che spettacolo era il prato intorno a casa, una distesa bianca e mossa dal vento, il profumo di sapone di Marsiglia che si spandeva ovunque. E poi sempre lei ci metteva a preparare le trecce di cipolle, poi le  appendeva sotto i balconi ad asciugare. Una donna che a modo suo si è presa cura di noi nipoti durante l’infanzia cercando di insegnarci quelle regole e quelle tradizioni che hanno contribuito a fare di me una donna ricca di amore per il passato e la storia.

Tutto è riapparso con una fetta di pane con l’aceto, che a pensarci oggi mi chiedo come potesse una bambina amare il gusto forte e intenso di un aceto di vino rosso fatto in casa. Eppure non mangiavo niente ma quella merenda mi piaceva.

Pane e aceto

E’ chiaro a tutti che questo non è un post con ricetta ma un post del ricordo. Volevo fissare tra le pagine virtuali un pezzetto della mia vita che a modo suo si riallaccia alla cucina e ho scattato queste foto solo per il gusto di dare un’immagine a queste poche righe.

L’altra volta, con pane e pomodoro ho sollevato in molti di voi tanti ricordi che mi hanno fatto a mia volta ricordare di una merenda mangiata nella penombra di una cucina in formica anni ’60, con in sottofondo delle chiacchiere in dialetto marchigiano, in una campagna romagnola assolata. Il quadro della mia infanzia.

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20 thoughts on “Pane e aceto, merenda d’altri tempi”

  1. Ciao io le mangio frequentemente, con pane rifatto bagnato con un po di acqua e sopra ci metto un po di menta o ( mentuccia ) con il caldo questa merenda è rinfrescande . Buon appetito—–

    1. In effetti l’aceto è proprio rinfrescante. La storia ce lo insegna, basta pensare ai soldati romani che si dissetavano con acqua e un po’ di aceto… Bello sapere che c’è ancora qualcuno che fa la merenda così, io ho ricominciato da poco ;)

  2. Il culetto di pane secco, il mio preferito, bagnato nell’acqua e spruzzato d’aceto, con un leggero trito di menta fresca. Che bei ricordi hai richiamato anche a me con questo post :)
    Un bacione, buona settimana

  3. Adoro i tuoi racconti. Ma pane a aceto proprio no! :D
    Però tutt’oggi, quando non riesco a mangiare niente, pane e olio e.v.o. sono un toccasana. La cosa più buona del mondo.
    Grazie per il bel racconto :)

    PS. ho addocchiato qualche ricetta del tuo libro che vorrei fare subito, appena passa questo caldo assurdo mi metto ai fornelli!!!

    1. Ahahahah! Dani effettivamente l’aceto non piace a tutti, noi in casa siamo in due e siamo equamente divisi fra aceto sì e aceto no ;)
      E appena provi qualche ricettina fai sapere, un tuo feedback è importantissimo per me!

  4. ….che tuffo nel passato!
    Pane olio e aceto….pane burro e zucchero….pane e pomodoro…uovo sbattuto con lo zucchero e…per “ripulire” la tazza un po di latte
    Le merende e le colazioni della mia infanzia, il sapore dell’estate in campagna ….
    Graziev!

  5. Bellissimo leggere i tuoi racconti Marina!
    sono sempre stata amante dell’aceto da quando ero bambina… questa merenda mi manca ma é stato bellissimo ricordare quei pomeriggi assolati con la nonna nella campagna romagnola!
    Bei tempi!!!!
    Un abbraccio, Clo

  6. A me leggere questo post invece ha fatto ricordare le mie merende in abruzzo, con mia zia (la moglie e compagna di mio nonno) che preparava x lei, me e mio fratello il semplice pane fresco ammorbidito con l’acqua e ripassato nello zucchero :D
    Da lei ho imparato a fare e mettere le mani in pasta fin da piccola, a preparare i dolci tipici abruzzesi del Carnevale, le polpette di uova e formaggio… L’amore e l’allegria strampalata di una vecchina che amavo da morire. Mio nonno e lei erano la strana coppia… Lui brontolone e precisino e lei un po’ strampalata che mi faceva tanto sorridere :’)
    Mi mancano sempre tantissimo e ricordarli è sempre un pensiero felice.
    Grazie x il tuo ricordo e per aver fatto riaffiorare ancora una volta anche i miei ❤

  7. Riguardo l’aceto… Io amo solo quello che facevamo noi in casa… Quando si pestava ancora l’uva con i piedi… Ho un vago ricordo di mio nonno dentro questo vascone che abbiamo nella cantina della casa in abruzzo con lui dentro che pestava e pestava e l’odore dell’uva si spandeva… Sarò giovane ma avendo passato tutte le mie estati in abruzzo ho questi bellissimi e indelebili ricordi ❤

  8. Io mi stupisco.. di come io, assoluta amante dell’aceto (del tipo mi capita di condire l’insalata solo con l’aceto, niente olio, per dire) non abbia mai mangiato una bruschetta così! Male, molto male! E dire che io ho ancora l’aceto di vino rosso fatto in casa (lo fa il mio babbo), l’unico mio amore oltre al tradizionale e al balsamico.
    Belli questi post della memoria!!

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