Cacciannanz

Cos’è questa cacciannanz?!

E’ una focaccia, una pizza bianca, una spianata… Ha tanti nomi diversi a seconda delle regioni d’Italia ma la sua funzione era più o meno la stessa un po’ ovunque: testare la temperatura del forno prima di infornare il pane, un modo empirico. Così era possibile capire se il forno era troppo caldo o se non aveva ancora raggiunto la temperatura giusta. Insomma era un termometro di pane! Nelle Marche il modo di chiamare questo pane soffice significa proprio questo: tirata fuori prima, prima di infornare il pane. La ricetta è semplice, in fin dei conti è “solo” un po’ di pasta di pane condita sulla superficie con olio, sale e rosmarino.

Durante Eating Piceno abbiamo trovato la cacciannanz un po’ ovunque: al ristorante, come accompagnamento durante la degustazione delle birre, la mattina insieme ad un bicchiere di vino, come apertura di un pranzo a base di olive ascolane… insomma è la compagna ideale per qualsiasi pietanza e in qualsiasi situazione.

La ricetta che ho scelto l’ho trovata sul web e proviene da uno dei ristoranti in cui abbiamo cenato durante il tour: la degusteria del Gigante. Naturalmente ci ho messo del mio ed ho sostituito la farina 0 con quella semi integrale, giusto per darle una nota un po’ più rustica ed ho prolungato i tempi di lievitazione. Non avendo ciauscolo a disposizione l’ho sostituito con una emilianissima mortadella. Sentite il profumo anche voi, vero? ;)

Cacciannanz

  • 350 g di farina semi integrale
  •  1/2 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva
  • 4 g  di lievito di birra secco
  • 250 g di acqua tiepida
per aromatizzare la superficie:
  • 4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
  • sale q.b.
  • 1 rametto di rosmarino fresco

Sciogliere il lievito in un po’ dell’acqua tiepida in dotazione. Quando si sarà attivato il lievito (formando la schiumetta sulla superficie dell’acqua) versare il lievito al centro della fontana formata con la farina. Aggiungere l’acqua restante, l’olio e iniziare a lavorare l’impasto. Unire il sale. Continuare a lavorare fino a quando non avrà una consistenza elastica. Formare una palla con l’impasto e lasciarlo riposare un’ora a temperatura ambiente e poi una notte in frigorifero.

La mattina tirare fuori dal frigo l’impasto ed attendere che raggiunga la temperatura ambiente (ci vorrà un’ora e mezza). Riprendere l’impasto, lavorarlo di nuovo brevemente e stenderlo con le mani nella teglia. Lasciarlo lievitare un’ora,  scaldare il forno a 240° poco prima di infornare spolverare la superficie con sale e rosmarino tritato e condire con l’olio. Abbassare la temperatura a  200° e infornare nella parte bassa del forno per i primi 10 minuti e poi spostare la teglia al centro per terminare la cottura.

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32 thoughts on “Cacciannanz”

  1. eccerto che sento il profumo. e poi la sai una cosa? noi facciamo sempre sempre sempre colazione con cose dolci… ma secondo me, un bel pezzo di focaccia calda, con la mortadella, o anche senza niente, non la batte nessuno! è che prepararla homemade per colazione la vedo dura… così a sabato, se capita, ne prendo un pezzettino dal panettiere. e vado in brodo di giuggiole! ma ssssshhhh, tu non dirlo a nessuno. un bacino, sere

    1. Tranquilla Sere, manterrò il segreto :) e ti confesso che anch’io a qualsiasi ora difficilmente ci rinuncerei! un bacio grande

  2. Adorabile la spiegazione della ricetta! Amo le tradizioni e mi hai insegnato qualcosa di nuovo! Senza contare che deve essere irresistibilmente buona.. la temperatura così la testerei 20 mila volte! :D Bacione!

    1. Tranquilla per gli articoli… non vedo l’ora di vedere la tua cacciannanz, sono sicura che sarà come tornare ad Ascoli :)

    1. 0_0 cosa mi hai fatto tornare a mente… certe “spianate” con la mortazza dopo aver fatto il bagno… oddio Silvia che ricordi!

  3. Mamma mia, che meraviglia! Io adoro tutto ciò che è focaccioso, e questa deve essere davvero meravigliosa! Non conoscevo l’usanza di utilizzare la focaccia per testare la temperatura del forno.. beh, non si finisce mai di imparare!
    E quanto adoro le tue foto?

  4. Questa focaccia mi sa che va diritta nella preparazioni da fare .. non conoscevo questo nome… ma la bellezza e la morbidezza che emanano queste foto mi ha già conquistato! complimenti! anche per la rivista!! non sono riuscita a complimentarmi prima Mari, scusami ma sono stati giorni un pò frenetici.. letto e segnato la spuma al caffè! favolosa;* un abbraccio e buona giornata!:**

    1. Simpatica vero?! come da una cosa così semplice si riesca a tirare fuori qualcosa di buono e invitante stupisce anche me ;)

  5. Hanno sentito la mia deglutizione anche dall’ufficio accanto! La conosco e l’ho mangiata calda con ciauscolo spalmato, ululando come una pazza. Roba che non si resiste.
    E ancor meno se guardo le tue foto! Magnifica.
    Bacione gigante carissima, Pat

  6. Mari, accidenti a te! Quanto adoro la focaccia (vabbè… passami il termine ligure). La mangerei sempre, ogni momento è quello giusto. Insomma… sono ligure, no?
    Però questa “storia” del cacciannanz non l’avevo mai sentita. Ancora ricordi e tradizioni, qui da te; tanto per rinfrescarci la memoria su quali sono le nostre origini… e sul “luogo” dove dovremmo tornare più spesso di quanto non facciamo.
    Ciao carissima… cerca di stare meglio :))

  7. Certo che lo sento il profumo, la mortadella poi è il mio salume preferito, soprattutto con il pane tipo focaccia. Questa cacciannanz è invitantissima, mi piacciono tutte queste ricette legate alla tradizione di una regione:)

  8. Immagino la bontà con mortadella o salame… :-) Che voglia di pic nic o di pranzi in terrazzo, di parole leggere, risate tra amici e focaccia morbida e ben salata…

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