Muffins mela e avena

Gennaio si chiude con un velo bianco e cristallino che riveste ogni cosa e con un esserino peloso e spaventato che finalmente sembra aver imparato la strada per salire al terzo piano del condomio. In questi anni non credo di aver mai raccontato di come, ad agosto del 2016, sia capitata sotto casa una gattina talmente magra da sembrare ancora un cucciolo e così piena di pulci che, anche io che non ne avevo mai viste, riuscivo a riconoscerle a occhio nudo.
Ho la fortuna di vivere in un condomio dove gli animali sono molto amati e un po’ tutti insieme ci si alternava nel darle da mangiare quando si presentava la sera. Non si lasciava avvicinare, mangiava vorace e poi si allontanava, avremmo pututo chiamare il gattile per farla venire a prendere ma visto che di gatti nel quartiere ce ne erano già tanti potevamo, tutti insieme, continuare a nutrirla nel tentativo di farcela amica.
Non ricordo come sia stato ma, con l’avvicinarsi dell’inverno il pensiero di saperla fuori al freddo ci impensieriva, ormai aveva me e mio marito come riferimento. Ci aspettava e, anche se non si faceva prendere, si lasciava accarezzare per qualche secondo. Piano piano abbiamo iniziato a darle da mangiare in garage, lasciandolo aperto per una decina di centimetri. Diversamente non si avvicinava nonostante la fame.  Le abbiamo comprato delle ciotole, una per l’acqua e una per il cibo. Le abbiamo comprato una cuccia, di quelle imbottite e l’abbiamo riempita di vecchie maglie di lana. Abbiamo fatto un buco nella serranda del garage (sì, un buco, col flessibile, rovinandola in maniera definitiva) in modo da poterlo chiudere senza che si sentisse in trappola. Abbiamo trasformato il nostro posto auto nella sua casa. In questi due anni si è lasciata portare dal veterinario una sola volta, facendoci scoprire che era già stata sterilizzata e che veniva da un canile, in questi due anni ce ne ha fatte passare di cotte e di crude, facendomi piangere come una fontana per ben due volte, vendendola soffrire dopo un paio di baruffe violente.

Sono stati due anni in cui abbiamo lasciato che fosse lei a dettare le regole ma ce l’abbiamo fatta. Nelle ultime notti ha scelto di salire in casa e di addormentarsi ai piedi del letto, insieme a noi. Mi sento come se avessi vinto un premio Nobel. Non durerà, perchè stare in un luogo chiuso la innervosisce molto, mi godo però questa conquista.

Mela e avena vanno molto d’accordo, per me.

In questi muffins mela e avena ci sono alcuni ingredienti “particolari”,  diciamo che non sono cose che tutti abbiamo in dispensa ma vale la pena provare a reperirli se siete persone curiose, che amano dolci poco dolci, che vogliono avere un’alimentazione sana ma comunque gustosa, che si divertono a sperimentare… come me.

Muffins mela e avena

200 g di farina di farro
60 g di farina di avena
50 g di zucchero di canna integrale
1 cucchiaino di lievito per dolci
100 g di olio extra vergine d’oliva
1 uovo
120 ml di latte vegetale (io riso)
100 g di melassa di barbabietola
1 mela bio

Accendete il forno a 180 °C.
Mescolate gli ingredienti liquidi ossia uova, latte, melassa e olio con una frusta in modo da amalgamare bene tutto. In una ciotola a parte unire gli ingredienti secchi quindi farine, lievito e zucchero.
Tagliate a cubetti le mele tenendo un paio di piccoli spicchi da parte. Aggiunge la frutta agli ingredienti secchi in modo da rivestire i pezzi di frutta di farina (così non cadranno sul fondo dei pirottini). A questo punto unite i due impasti e girare per 10/12 volte il composto lasciandolo grumoso.
Riempite fino a tre quarti dei pirottini che avete a disposizione, sistemate sulla superficie i pezzetti di mela tenuti da parte e infornare per 25/30 minuti.

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10 thoughts on “Muffins mela e avena”

  1. Quello che non ho… è la melassa di barbabietola…
    il resto è tutto lì, bello pronto ad aspettarmi …
    mela ed avena vanno d’accordo con te e pure con me, che, nonostante non ami molto i gatti perchè mio fratello da piccolo me li attaccava ala maglia e loro tiravano fuori quelle unghiette e soffiavano da matti, beh.. io.. mi sono intenerita un casino…. Sapevo della presenza felina,ma non sapevo di tutta la storia e di come lei si sia affidata a voi… lei che nel 2016 era un cucciolino spaurito e smagrito…. vara un po’ … mi ricorda qualcuno proprio in quell’anno lì… che se avessi dovuto scegliere una mamma ed un papà, fossi stata io la gattina,non avrei avuto dubbi su chi fare affidamento….
    grazie Mari per questa apertura di cuore, che anche per te non è prooooooooprio semplice semplice..
    Ti abbraccio forte forte.
    Manù

    1. Grazie a te Manu per le tue parole… le scelte seppur virtuali mi commuovono sempre un po’.
      Sai benissimo quanta io sia riservata nonostante scriva su un blog e pubblichi le mie faccende in cucina un po’ qui e un po’ lì quindi hai capito benissimo la fatica ;)
      Un bacione grande grande

  2. La ricetta mi ispira peccato che non ho e non so dove procurarmi la melassa di barbabietola….
    Comunque la storia della gattina è dolcissima..però mi aspettavo di vedere una sua foto alla fine del post ;)

    1. La melassa si trova nei negozi di prodotti bio, prova a cercarla :)
      Se vuoi puoi sostituirla con dello sciroppo d’acero.
      La foto della micia poteva esserci ma, francamente, non ci ho pensato…
      Un caro saluto

  3. Ciao,
    ma se per caso sostituissi la farina di avena con dei fiocchi secondo te può funzionare? Non ho la farina in casa in questo momento, ma in compenso ho un bel po’ di fiocchi d’avena.
    Grazie mille,
    S

    1. Ciao Sara, puoi aggiungere 30 g di fiocchi tritati (puoi batterli con un batticarne o tritarli con un minipimer) e aumentare di 30 g la farina di farro.
      Prova e fai sapere ;)

      1. Ho sostituito la farina di avena con i fiocchi e la melassa con pari peso di sciroppo d’acero: sembrano la cosa meno invitante che abbia mai sfornato. Direi che non consiglio queste sostituzioni

          1. La texture non era grezza e consistente come sembrerebbe quella che si vede nelle tue foto, e in effetti l’impasto era rimasto comunque molto più liquidino di quello tipico dei muffin. Forse poi sarebbe stato meglio non puntare a riempire la teglia da 12, ma farne meno, visto che si sono gonfiati davvero poco in cottura e sono rimasti decisamente bassini. Per me si sentiva un po’ troppo il sapore dell’olio, mentre non si apprezzava per niente la presenza dello sciroppo d’acero (mi sarei immaginata un retrogusto più “caramelloso” con lo sciroppo d’acero scuro). Poi cattivi non erano,eh, ovviamente! Però non li rifarei così, ecco.

            1. Grazie Sara, qualcosa è andato storto è evidente :/
              Bisogna aggiustare il tiro.
              Se ti capita di trovare la melassa prova a rifarli, secondo me la consistenza liquida è sorattutto colpa del rapporto farina e liquido dello sciroppo…
              Un grande abbraccio e ancora grazie epr avermi spiegato meglio!

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