Pizza di Pasqua abruzzese

 

Pizza di Pasqua

I confini di ogni regione d’Italia sono delineati ormai da decenni. All’interno del territorio regionale ci sono poi le singole province e in questo quadro ben costruito ed equilibrato si insinua la cucina che spariglia le carte e divide o unisce, a seconda dei casi. Un esempio è questa ricetta della pizza dolce, prodotto pasquale che ho trovato da Laura, Essenza di Vaniglia.

La ricetta è abruzzese, ed è la sorella di quella della pagnotta romagnola, come è sorella di tutte le pizze dolci che si producono principalmente in centro Italia e che hanno tutte un minimo comune denominatore: preparate nella settimana Santa che precede la Pasqua per accompagnare la colazione pasquale, tutte profumate con un sentore di anice o limone e un sapore delicatamente dolce, non troppo invadente, adatto al tradizionale abbinamento con salumi, uova sode e formaggi freschi. Il che mi fa pensare che il brunch che tanto spopola sulla bocca di molti, altro non è che una colazione della festa che in Italia si faceva da quel dì ;)

Pizza Pasqua Abruzzo

Ma passiamo a quelle due o tre dritte che mi piace indicarvi: la glassatura bianca è stata una mia variazione alla ricetta di Laura e richiama la “fiocca” tradizionale marchigiana la copertura di zucchero e albume che decora la pizza pasquale di quei territori (per me niente albume crudo ma un po’ di succo di limone).
Altra modifica, la scelta dello strutto come componente grassa dell’impasto, sono sempre alla ricerca del sapore originario e la stessa Laura suggerisce l’uso di olio extravergine o strutto e, confesso, nei lievitati lo strutto regala sempre una fragranza particolare che a me piace molto.

La raccomandazione che vi lascio è di lasciare lievitare l’impasto il tempo necessario, le mie indicazioni sono piuttosto relative dipende sempre dalla temperatura che avete in casa e da quella degli ingredienti. Ci vuole tempo ma ne varrà la pena.

Pizza Pasqua
Pizza di Pasqua Abruzzese

520 g di farina 0
12 g di lievito di birra
150 g di zucchero
100 g di strutto
80 g d’acqua
4 uova temperatura ambiente
1 pizzico di sale
1 bicchierino di anice
la buccia grattugiata di un limone bio
la punta di un cucchiaino di cannella
½ cucchiaino di semini di anice
un cucchiaino di estratto di vaniglia

per la finitura
mezzo limone
100 g di zucchero a velo
zuccherini colorati q.b.

Fate un lievitino con 100 g di farina presa dal totale e il lievito sciolto nell’acqua. E lascialo riposare, coperto, per 30 minuti.
In una terrina sbatti bene le uova con lo zucchero e il sale.
Nella ciotola della planetaria unite il lievitino, poi aggiungete il composto di uova un po’ per volta, amalgamate anche la farina, il bicchierino di liquore a cui avrete aggiunto gli aromi ed infine aggiungete lo strutto a temperatura ambiente, un pezzettino per volta.
L’impasto risulterà molto morbido e deve essere lavorato a lungo con la planetaria, indicativamente ci vorranno 20-25 minuti a velocità bassa con frusta a gancio.
L’impasto deve lievitare fino al raddoppio, ci vorranno circa 2 ore, sistematelo in una ciotola capiente, coperto con pellicola. (l’ho messo nel forno, spento con luce accesa).
Al termine della prima lievitazione, ungete bene le mani e un tavolo con l’olio e date all’impasto almeno due giri di pieghe poi la forma di una palla (o due, a seconda delle dimensioni dello stampo che decidete di usare) sistematelo nello stampo con la parte liscia verso l’alto così lievitando formerà una cupola tonda e liscia.
Lasciatelo lievitare in forno spento, coperto, fin quando non raggiunge il bordo dello stampo (ci vorranno altre 2,5-3 ore).
Accendete il forno a 180 °C, prima di infornare versate sul fondo del forno un bicchierino d’acqua, questa a contatto con la parete bollente formerà il vapore, chiudete immediatamente e fate cuocere per 45 minuti senza aprire mai lo sportello. Sistemate la pizza nella parte bassa del forno perchè crescerà.
Prima di sfornare fate la prova stuzzicadente.
Una volta sfornata la torta, fatela raffreddare e poi preparate la copertura mescolando il succo di limone con lo zucchero per formare una crema che andrete a versare sulla superficie; distribuite gli zuccherini sopra e lasciate indurire completamente prima di tagliare la pizza.

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4 thoughts on “Pizza di Pasqua abruzzese”

  1. Crescia dolce e crescia brusca, quella al formaggio, madonna quanto mi piacciono.. da piccola mia nonna ci portava (me e i miei fratelli) a casa della zia Netta,sua sorella Anna detta “Netta”, e lì assieme si mettevano ad impastare come non mai.. Da sola, nonna non la faceva questa preparazione,mentre invece dedicava pomeriggi interi alla preparazione dei cappelletti o dei passatelli (sempre sotto l’occhio vigile ed attento di me e mia sorella che nell’intento di aiutarla finivamo tutto il ripieno di carne) o di qualsiasi altra preparazione, ma per la crescia NO! “gisme”(andavamo) da lei… Molto probabilmente non le piaceva prepararla,oppure non si sentiva tanto ferrata.. sai mia nonna è andata via di casa molto presto ed anche quando era lì,si occupava delle bestie assieme ai fratelli…e quindi le preparazioni di questo tipo le facevano le altre sorelle.
    Sta di fatto che ancora oggi, dopo tanti anni e dopo che mia nonna se ne andata,la zia Netta mi telefona e mi dice “Manuela, c’è la crescia da ni prenda! (Emanuela,c’è la crescia da venire a prendere)” e quindi io mi fiondo da lei,passo il mio pomeriggio in sua compagnia ascoltando i suoi racconti che sanno di nonna da matti, pieni di ricordi, di sapori, di emozioni, e poi me ne torna a casa carica di crescia,ma anche di uova, gnocchi ripieni,tagliatelle e piada/pizza/pane.. ovvero una specie di pizza (quando magari è condita) o piada(se semplice) dalla forma tonda o ovale fatta con l’impasto del pane.
    IO ADORO MIA ZIA NETTA …non per queste prelibatezze, ma per come è.. (sono stata con tante altre sorelle di nonna che abitavano in campagna, ma la NETTA è LA NETTA e ogni volta che posso vado a trovarla..è una ricchezza infinita).
    Ecco che ho straparlato e sono pure uscita dal tema.. comunque sta bomba di bontà mela faccio..ho pure lo strutto di babbo.. ;)
    baci baci baci..Manù
    ps: e pensare che ero passata per la torta “latte e miele” che ieri son stata a Morciano e ho preso il latte fresco al distributore!
    ciao meraviglia

  2. Grazie Marina! :)
    Hai ragione…da regione a regione, cambia il nome, ma la sostanza spesso è la stessa :)

    Rimango sempre affascinata dalle tue foto, meravigliose nella loro semplicità ed eleganza.

  3. Siete riusciti a commuovermi.. questa era la pizza dolce che ogni anno la mia nonna Pina faceva per ogni nipote.. quanti ricordi… la mia mamma nn é mai riuscita a farla viva le ns nonne

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